NELLA FINANZIARIA POCA ATTENZIONE AI DIRITTI DEI LAVORATORI ITALIANI EMIGRATI
ROMA\ aise\ - "L’art. 85, comma 6, della Finanziaria per il 2007, intitolato "Misure in materia previdenziale", prevede una disposizione tendente al superamento del contenzioso venutosi a creare in seguito ad alcune Sentenze della Corte di Cassazione relative al trasferimento dei contributi di lavoratori italiani dalla Svizzera in Italia ed alla presa in considerazione della relativa retribuzione pensionabile. Si tratta dell’unica disposizione importante inserita nella Finanziaria che interessa direttamente i diritti dei lavoratori italiani emigrati". Queste le considerazioni mosse da Antonio Bruzzese, Presidente Associazione Insieme Argentina e Presidente della II Commissione Cgie, sulle iniziative per gli italiani all’estero contenute nella Legge Finanziaria.
"Infatti – prosegue Bruzzese - la legge presentata dal Governo non prevede (almeno per ora) i provvedimenti che i nostri connazionali richiedevano: la sospirata sanatoria per gli indebiti pensionistici; l’istituzione dell’assegno di solidariet? ed il ripristino della normativa sulla "no tax area" per i residenti all’estero, che era stata abolita dal Decreto Bersani (la no-tax area era stata esclusa da tale Decreto relativamente ai redditi di contribuenti non residenti ma assoggettati a tassazione in Italia - comma 22, dell'articolo 36 del decreto n. 433 del 4 luglio 2006)".
Quanto all’art. 85, comma 6, della legge finanziaria per il 2007, secondo Bruzzese "? un provvedimento che delude le aspettative di decine di migliaia di lavoratori italiani emigrati prima in Svizzera e poi rientrati in Italia, chiedendo il trasferimento dei contributi versati in Svizzera, ed i quali, in virt? di alcune sentenze della Corte di Cassazione a loro favorevoli, avrebbero potuto ottenere, anche con un semplice ricorso amministrativo all’Inps, un aumento considerevole delle loro pensioni italiane. L’art. 85, comma 6, infatti chiarisce come deve essere determinata la retribuzione pensionabile in caso di trasferimento presso l’assicurazione generale italiana dei contributi versati ad Enti previdenziali di Paesi esteri in conseguenza di convenzioni internazionali di sicurezza sociale (la possibilit? di trasferimento dei contributi ? stata prevista appunto fino al 2002 dall’accordo con la Svizzera)".
"Con tale disposizione – precisa - il legislatore ha introdotto un nuovo meccanismo di calcolo che in pratica sconfessa la Corte di Cassazione che, con alcune sentenze, negli ultimi anni aveva riconosciuto il diritto dei lavoratori italiani emigrati in Svizzera, in caso di trasferimento dei contributi versati presso l’assicurazione sociale svizzera, alla determinazione del trattamento pensionistico italiano secondo le generali modalit? di liquidazione e, cio?, sulla base della effettiva retribuzione percepita nell’ultimo periodo lavorativo".
"Fino alla sentenze della Corte di Cassazione – secondo Bruzzese - tale calcolo era stato invece effettuato dall’Inps, prendendo come riferimento la retribuzione svizzera riparametrata sulla base dell’aliquota contributiva, notevolmente pi? bassa rispetto a quella vigente in Italia, con conseguente riduzione della retribuzione pensionabile. Ora, con il nuovo meccanismo di calcolo relativo a contributi trasferiti introdotto dalla Finanziaria (che praticamente reintroduce il meccanismo di calcolo meno favorevole ai lavoratori, adottato prima delle Sentenze della Suprema Corte), l’Inps risparmier? potenzialmente (nel senso che i ricorsi dei pensionati interessati non saranno pi? validi) centinaia di milioni di euro. Un beneficio senz’altro per le Casse dello Stato, ma a detrimento di migliaia di ex emigrati in Svizzera".
Il Presidente Associazione Insieme Argentina conclude poi con alcune considerazioni generali, ricordando che "le risorse per gli italiani all’estero sono inferiori a quelle dell’anno precedente, che non aveva una rappresentanza Parlamentare come l’attuale", e che "ci? che non ? condivisibile risiede nei diversi pesi e misure, per l’Italia e per l’estero. Equit? e sostegno a coloro che sono pi? in difficolt? deve valere anche per gli indigenti italiani. L’assegno di solidariet? venne bocciato per tre legislature dal governo di centrodestra. Ed ora?".