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Emigrazione: un pezzo di storia nazionale che attende di essere studiata.Un secolo e mezzo di diaspora.

L’emigrazione pu? essere definita un fenomeno demografico caratterizzato dallo spostamento di grandi masse di popolazione da uno Stato a un altro o da una reg8one all’altra di una stessa nazionale. Nel caso italiano, proprio per l’imponenza del fenomeno, si parla abitualmente di “diaspora italiana”, la quale ha determinato la nascita, nei paesi di destinazione del flusso migratorio, di quelle che vengono definiti “piccole italie” nel mondo, o “l’Altra Italia. Si calcola che il 51% degli italiani abbiano almeno un parente tra il “popolo” dei residenti all’estero.
       Solitamente gli emigrati sono coloro che non trovano nella propria terra d’origine possibilit? di lavoro sufficienti a permettere loro una vita decorosa, o coloro che, anche se pi? raramente, sono spinti da forti motivazioni politiche, socio-culturali  o religiose.
Tra il 1860 e il 1985 sono emigrati 29 milioni di individui.
La neonata Italia unica comincia a valutare il fenomeno dell’emigrazione della sua popolazione con il censimento generale del 1861 attraverso il quale accert? l’esistenza di colonie italiane, gi? abbastanza numerose, sia nei paesi di Europa e del bacino mediterraneo sia nelle due Americhe;  Francia 77.000, Germania 14.000, Svizzera 14.000, Alessandria d’Egitto 12.000, Tunisi 6000, Stati Uniti 500.000, resto delle Americhe 500.000.
Nel periodo compreso tra il 1860 e il 1985 sarebbero emigrati circa 29 milioni di persone.
Merita ricordare che svariati studi, mettendo in rilievo come l’emigrazione italiana  malgrado  sia stato uno dei fenomeni formidabili della storia nazionale, centrale per comprendere la storia italiana, non sia mai riuscita entrare degnamente nella storiografia nazionale, sottolineano  come “ agli inizi del ventesimo secolo met? della popolazione di Sa? Paolo e pi? di met? della popolazione di Buenos Aires era composta da italiani e dai loro figli; New York e Toronto hanno entrambe nel corso della storia asserito di avere una popolazione italiana maggiore di quella di Roma, oggi  “ le persone  di origine italiana rappresentano il dieci per centro della popolazione francese, il 21 per cento di quella Argentina e circa il 5 per cento di quella statunitense”.
       Fino al 1880 circa l’80% degli emigranti proveniva dalle regioni del Nord, il 7% dal Centro, il 13% dal Sud. Dal 1880 e fino al 1925 dei 16.630.000 partiti per l’estero, il 50% era del nord con 8.308.000, 1.200.000 (11% circa)  del Centro e 6.503.000 (39%)  proveniente dal Sud.
La nuova emigrazione
Tramontata l’epoca dell’emigrazione di massa, ora si pu? parlare di emigrazione tecnologica e cantieristica, dato che i flussi di lavoratori italiani all’estero sono andati negli ultimi decenni sempre pi? caratterizzandosi come movimenti di personale qualificato, impegnati  in opere di assistenza tecnica e professionale nei Paesi in via di Sviluppo.
       I datori di lavoro che intendono assumere un lavoratore italiano per un impiego al di fuori dell’Unione Europea debbono richiedere l’autorizzazione al Ministero del Lavoro, rilasciata sulla base degli accertamenti delle condizioni di sicurezza effettuati dalla Farnesina, che fornisce al predetto Dicastero tutte le indicazioni  e suggerimenti sulle norme di comportamento, di cautela, di attenzione igienico-sanitaria.
Nel 1996 le autorizzazioni concesse ai datori di lavoro  per l’espatrio di lavoratori italiani sono state 11.221. Per Europa sono state rilasciate  2.822 autorizzazioni, per l’Asia 3.602, per l’Africa 3.283, per il Nord America 393, per l’America Latina 1109, per l’Australia ed Oceania 12.
Altres? la nuova emigrazione ? anche quella cos? detta dei “cervelli”, scienziati, studiosi, categorie a forte specializzazione tecnico scientifica e culturale in genere che lasciano l’Italia per operare in Paesi in grado di assorbire la loro professionalit?
Italiani, oriundi italiani, cittadini italiani nel mondo
       Sulla base dei dati relativi ai flussi d? uscita dall’Italia dal 1945 a met? anni ’80 circa, complicati calcoli statistici hanno fissato tra 55 e 65 milioni il numero degli italiani e oriundi italiani all’estero. Di questo, secondo i dati  del Ministro Affari Esteri aggiornati al 26 maggio 199, 3.644.502 sono iscritti all’AIRE ovvero in possesso della cittadinanza italiana.
I cittadini italiani che si trasferiscono stabilmente all’estero devono per legge farne dichiarazione all’ufficio consolare competente, ai fini della relativa iscrizione anagrafica (ma non tutti si iscrivono): Al 15 ottobre 1999 risultavano iscritti complessivamente 3.737.708. persone (dati MAE) cos? suddivisi:
Europa: 2.121.883
Africa: 68.116.
Asia:25.865
America del Nord:321.223
America del Sud:1.071037
Centro America:16.913
Oceania:112.671

Per concludere questo breve panorama sul movimento migratorio italiano con l'estero ? necessario soffermarsi su alcuni dati riguardante la Puglia che ha contributo notevolmente con i flussi in uscita verso l'estero ed i relativi flussi di ritorno.
Si calcola in circa 400-450 mila i pugliesi fuori regione. Le "destinazione " delle corrente migratorie dei pugliesi sono indirizzate maggiormente verso l'Europa (Regno Unito, Belgio, Germania Federale, Francia, Svizzera, Lussemburgo), America Canada , Stati Uniti, Venezuela, Argentina), Africa (Sud Africa) e Oceania, (Australia - Nuova Zelandia).